Il monte Arci (in sardo significa "altura") è di origine vulcanica; particolarmente diffusa è
una roccia nera chiamata ossidiana. Questa roccia vitrea, generalmente nera e a frattura rilucente e concoide,
è molto rara nell’area mediterranea ed è stata utilizzata fin dall'antichità
per la costruzione di utensili, di coltelli, di punte per le frecce, etc..
E' possibile ritrovare numerosi insediamenti umani.
Di notevole interesse il sito neolitico di Su Forru de Is Sinzurreddus-Pau,
il complesso nuragico di Brunk’e s’Omu-Villaverde e la grotta-santuario nuragica di
Sa Domu de is Coambus-Morgongiori.
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L'intera montagna, pur avendo subito negli ultimi anni parecchi incendi, conserva la sua natura splendida,
totalmente incontaminata ricoperta com'è di boschi di leccio e sughero, oltre che di corbezzolo, erica,
lentisco e mirto.
Ricchissima la fauna (cinghiali, volpi, gatti selvatici, martore, conigli, lepri, picchi,
colombacci, pernici, upupe, poiane e gheppi, astore).
Nei punti di non facile accesso nidifica l'astore e qualche esemplare dell'aquila del Bonelli.
E' segnalata la presenza della rarissima gallina prataiola
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